Retail design ed esperienza sul punto vendita 

Y-m-d

I luoghi dello shopping cambiano prospettive per adeguarsi alla rapida evoluzione dei consumatori. Il retail design le interpreta trasformando i punti vendita in luoghi di coinvolgimento emozionale. Autenticità, esclusività e sostenibilità.

Sono questi i nuovi modelli di business nel retail moderno. Quello che attende in cosumatori di domani è un mondo inedito e davvero sorprendente. Con il termine “boutique di massa” il recente studio pubblicato da JTW descrive un fenomeno per cui i grand brand internazionali del mondo stanno introducendo all’intern odella propria offerta merceologica linee di alta gamma, prodotti gourmet e versioni premium per attrarre consumatori sempre più sofisticati ed in cerca dell’oggetto di nicchia.

 

Da sinistra Paolo Zanella, Emanuele Sacerdote, Federica Galli, Fabio Caselli, Edwin Colella
Da sinistra Paolo Zanella, Emanuele Sacerdote, Federica Galli, Fabio Caselli, Edwin Colella

Per lo stesso motivo i grandi flagship store del futuro saranno firmati da artisti e realtà creative di fama mondiale, come già accaduto con H&M, che a New York ha affidato la facciata del suo mega store al genio di Jeef Koons. Trionferà l’utilizzo di nuove tecnologie, si affineranno le selling cerimonies. I marchi più famosi creeranno prodotti bespoke sfruttando piattaforme di surveying online per sondare il giudizio del cliente in ogni fase produttiva. Le pubblicità si estingueranno per lasciare il posto a veri e propri cortometraggi curati da registi di grido e interpretati dal attori famosi (come “The Gentleman’s Wager”, prodotto dalla marca di whisky Johnny Walker con Jude Law e Giancarl oGiannini). Gli smartphone raccoglieranno i nostri dati biometrici per validare in modo sicuro i pagamenti e una nuova ondata di app intelligenti semplificherà il passaggio di denaro riunendo gli acquisti su più canali retail in un’unica transazione oppure archiviando digitalmente carte di credito, punti fedeltà e coupon sconto. Il lusso dunque non più come illusione ma come realtà, come segmento di un mercato che non può essere tralasciato. Basti pensare che è italiano un terzo del lusso mondiale. 171,8 miliardi di dollari è il fatturato generato complessivamente dalla vendita di beni di lusso dai 75 colossi mondial idel mercato.

L’Italia, con 23 società all’interno delle top75, è il Paese maggiormente rappresentato nonostante le dimensioni più ridotte delle proprie aziende.

Se ne è parlato a Modena, al Museo Casa Natale ENZO Ferrari, nell’ambito del progetto “Marketing a Colazione” organizzato da Idea Italiana. Due i relatori d’eccezione: l’imprenditore Emanuele Sacerdote, nato nel Marketing, scrittore, e che ora segue l’azienda di famiglia, la Strega Alberti Benevento, e Paolo Zanella il cui percorso nasce nell’automotive per poi approdare al settore beni di lusso con importanti ruoli in Bulgari, Gucci e Furla.

Federica Galli

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